Parliamone ugualmente
Disles “sia” portami via
Sasha Bulletti, Serial Travelers

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Aggiornamento:

E’ stato in bozza una settimana, visto che quando l’ho scritto più per me.

Anche se questo articolo non centra con i viaggi il blog e mio e pubblico quello che voglio XD e  soprattutto spero che possa aiutare qualcuno nel leggerlo. Quindi vi avverto subito che ho scritto tutto quello che pensavo in quel momento qundi, no correzioni o  correzioni per sembrare meno strano ecc.. quindi buona letture e speriamo che servi a qualcuno.

La mia dislessia

Ho deciso di parlarvi della mia dislessia perche è stata causa di chi sono adesso e di chi non sono.

Non so perche ma la mia dislessia è donna e visto che è con me tutti i giorni è giusto che gli dia un nome, ma non so quale. Disolito quano non conosco una persona mi invento nomi buffi per dargli un identira, ad esempio: “Vergingetorice, Genoveffa, Gianfrancoschio”. Però lei, la mia dislessia, la conosco bene, io sono lei è lei è me. In effetti, visto che ci devo convivere tutti i giorno dovrei dargli un nome più simpatico di Dislessia. !!!Ho deciso!!! da qui in avani mi rivolgero a lei come “Sia” !!!ho deciso!!! è questo.
Io e Sia ne abbiamo passate tante in sieme, sia momenti brutti, che brutti XD Diciamo 70% brutto – 30% bello. Uno dei momenti più brutti che in realtà non è il più brutto ma mi è rimasto inpresso nella mente, fu una volta alle elementare all’unltima ora della campanella dovevano copiare un testo alla lavagna come esercizio di scrittura. Alla fine la campanella suono e tutti i miei compagni che avevano finito di scrivere se ne andettero. Io ovviamente non avavo finito ma mi alzai per andare via.

Che fico con la maglieta di Tom & Jerry

Un pò Arrabbiato XD

Momento brutto sulla dislessia

La maestra si incazzo tantissimo perchè non ero riuscito a copiare tutto in tempo e mi fece rimanere finchè non riuscivo a finire, visto che mi urlava contro in mi misi a piangere e mentre piangevo cercavo d finire il testo ovviamente facendo peggio che meglio. La cosa brutta a parte la vicenda era il fatto, che io non riuscivo a scrivere e lei non capiva. Con tutto l’ipegno che ci mettevo non ci riuscivo. E l’angoscia di essere in torto e non essere all’altezza dei miei compagni mi distruggeva. C’é da dire che a quel tempo la dislessia non era conosciuta da guasi nessuno tanto meno dalle maeste, fatto stà che non si tratta un bambino piccolo così.

Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.

Albert Einstein

Ho costantemente la senzazzione di portarmi dietro le spalle “Sia” legata a me con della catene pesanti, alcune volte talmente pesanti che vorrei lasciare e farmi avvolgere e farmi solo portare via, le lasciami trascinare. Quando parlo di “Sia” Piango è più forte di me, non ce la faccio. Fino a 1 o 2 anni fa ho sempre avuto paura a dire alle persone che ero dislessico, infatto alle superiori non ho mai detto nulla hai miei compagni “ovviamente a mio discapito ” ma all’epoca quando ci provavo non mi uscivano le parole di bocca, e avevo paura del giudizzio degli alti.

Che bel ferro da stiro vintage!!!

Il perchè? Perche “Sia” mi faceva sentire inferiore, non capace e tutto questo si riversava nella mia vita sociale, introverso, aver paura di parlare con gli altri. E le offese di alcuni compagni, non aiutavano dicerto, hai loro occhi ero un sfigato che non sapeva leggere e scivere e non parlava.(Anche se da piccolo ero feramente fico). Vi starò annoiando? Boh, fatemi un po’ salere cosa ne pensate nei commenti. Però sono sicuro che vi starete chiedendo qual’è il 30% di momenti belli!! Una cosa che ringrazio a “Sia” è di avermi fatto combattere contro di lei per rimanere a galla!!! Sono sicuro che non sarei me!! un po difficile spiegarlo a parole.

Momenti belli sulla dislessia

Ci sono dei momenti che ricordo, che non vanno via dalla mia mente  con “Sia” ad esempio quando io e l’insegniante di recupero ci addormentavamo sui libri perche lo studio era troppo noioso per entrambi XD o le giornate prima di un interogazione a studiare con mia mamma o mio babbo, studiare la matemetica sui vetri di camera per tenere alta l’attenzione o quella sera che rimasi a dormire da una mia cara amica per il diluvio universale a parlare dei nostri problemi reciproci (Chi sa se lo ricoda ancora) penso sia la prima volta che dissi di “Sia” a qualcuno. Adesso ad anni di distanza, essendo cresciuto nonostante i miei problemi, vado avanti, Riesco a parlare di Sia apertamete (non contando lo stomaco in gola ogni volta). Comunque sia (Gioco di parole) “Sia” è sempre con me, ma adesso forse non è sulle spalle incatenata ma è una presenza al lato dietro di me, un pò meno pesante.

“Sia” se dietro le mie spalle stai leggendo, con un grande affetto… Vaffanculo.

MOTIVATION
Che cos’è Workaway e come funziona

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